Chi siamo – Bosco del Rugareto

Il “Bosco del Rugareto” è un Parco Locale di Interesse Sovracomunale (abbr. PLIS), forma di tutela del territorio prevista da Regione Lombardia all’articolo 34 della L. r. 86/1983.

È stato istituito nell’anno 2005 tra i Comuni di Cislago (VA), Gorla Minore (VA), Marnate (VA) e Rescaldina (MI) allo scopo di tutelare le risorse naturali, paesistiche e storico-culturali del pianalto ad est della Valle del Fiume Olona. La somma degli spazi che i quattro Comuni partecipanti hanno messo a disposizione forma infatti un’entità ecologicamente omogenea e morfologicamente compatta, la cui superficie complessiva è di circa 1270 ettari.

Il PLIS si segnala per l’ampia disponibilità di aree, oltre che per la loro qualità ambientale. Le diverse unità funzionali dell’ecosistema-parco configurano una trilogia di funzioni che si integrano armonicamente tra loro: la selva e lo spazio aperto dei campi si confrontano ed interagiscono, generando margini di passaggio dall’una all’altro che prendono a loro volta una specifica identità ecologica.

Dal 1 gennaio 2020 il PLIS Bosco del Rugareto è gestito dal Parco regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, Ente di riferimento dell’Ambito Territoriale Ecosistemico “Insubria-Olona”, in attuazione alla Legge regionale 17 novembre 2016, n. 28 Riorganizzazione del sistema lombardo di gestione e tutela delle aree regionali protette e delle altre forme di tutela presenti sul territorio. In base alla normativa regionale (art. 5 comma 3 L. r. 28/2016) e alla Convenzione stipulata tra l’Ente Parco regionale e i quattro Comuni, il Parco Pineta ha assunto il ruolo di Ente Gestore del PLIS e il Comune di Cislago il ruolo di Capo Convenzione.

 

Lo spazio del PLIS

Il “Bosco del Rugareto” sorge su un terrazzo pianeggiante che in epoca preistorica fu dominato da una vasta brughiera. Gli abitatori originari di questo spazio iniziarono a comporvi le prime incerte tessere di un mosaico di terreni coltivati, ma solo durante l’arco di molti secoli l’aspetto selvaggio e primigenio si è modificato in un ben ordinato paesaggio agreste a levante del medio corso dell’Olona, che si è in parte conservato proprio accanto ai nuclei abitati attuali.

I boschi e le aree agricole che sopravvivono sul territorio dei quattro Comuni fondatori sono una risorsa di grande importanza per la qualità di vita che ancora possono consentire. Tale paesaggio è costituito da:

  • la fascia agricolo-boschiva di Gorla Minore (ca. 432 ha), che a Nord-Est confina col Comune di Gorla Maggiore e segue il corso del torrente Fontanile, mentre a ponente del bosco si apre in un paesaggio campestre integro e profondo, con siepi e filari alberati in grado di ospitare una grande varietà di fauna e flora;
  • l’isola paesistica di Cascina Visconta (ca. 102 ha), zona scenica di aperta campagna che permette a chi transita lungo la SP21 di comprendere e apprezzare la consistenza e la profondità del grande corridoio verde, fungendo altresì da cerniera tra la parte Nord-Est del Parco e i boschi di Cislago e del Rugareto;
  • la campagna a Nord-Ovest di Cislago (ca. 103 ha), margine sfrangiato di campi e di siepi che accompagna il tratto più settentrionale del corso del torrente Bozzente, al confine del territorio di Mozzate;
  • la propaggine ad Est di Cislago (ca. 27 ha), una stretta lingua di terra coltivata che si protende al di là della SP233 (ex strada statale “Varesina”) in direzione del territorio comasco e del Parco regionale della Pineta di Appiano Gentile e Tradate, quasi come un ponte “speranzosamente” rivolto verso altri territori contigui, nell’attesa che anche lì nascano aree protette con le quali mettersi in sintonia;
  • il bosco del Rugareto (ca. 109 ha) da cui il PLIS prende il nome, poiché corrisponde alla macchia boscata di un antico querceto che forma il nucleo mediano dell’area protetta, verso cui convergono tutte le linee di forza dell’ecosistema-parco e dove si concentra idealmente la memoria storica dell’uso territoriale;
  • il bosco di Cislago (ca. 286 ha), l’aggregazione più estesa del sistema parco, attraversata da una maglia di antichi percorsi che si snodano sia lungo il Torrente Bozzente che in direzione perpendicolare da Ovest ad Est, lungo direttrici che lasciano intendere quale fosse l’impianto territoriale antico dell’area;
  • il margine del bosco di Rescalda (ca. 89 ha), ossia la parete arborea – rivolta a Sud, verso la campagna di Rescalda – della gran massa verde del Rugareto, del Bosco di Cislago e del Bosco Bargetta;
  • il corridoio boschivo del torrente Bozzente (ca. 116 ha), che a partire dai boschi di Cislago prosegue verso Sud, addentrandosi in Provincia di Milano e spingendo dentro ai gangli della città diffusa la intelaiatura ambientale degli spazi liberi ed aperti.

 

Il logo

Seguendo l’ormai sana e testata consuetudine – nata nel territorio dell’Insubria-Olona con il Parco RTO – di affidare alle menti incontaminate dei bambini e delle bambine il suggestivo compito di individuare il logo dei parchi sovracomunali, anche il Bosco del Rugareto ha trovato il suo simbolo grazie a un concorso nelle scuole.

Nel caso specifico, la scelta della Giuria è caduta su un simpatico disegno proposto da Paolo Turconi, che ha individuato in una piccola raganella, comodamente adagiata su una foglia di quercia, il testimonial ideale per rappresentare il Parco.

Il disegno originale, ben composto ed interpretato, è caratterizzato da semplicità ed immediatezza di lettura, aspetti molto importanti per un logo. Il successivo intervento grafico è stato quindi contenuto e semplificato rispetto ad altre situazioni riscontrate in altri casi analoghi. Sia la foglia della quercia che la piccola rana erano stati disegnati rispettando perfettamente le loro rispettive caratteristiche, perciò la foglia definitiva è il perfetto ricalco di quella del disegno originale, mentre la rana è stata trasformata dai grafici non in un principe, ma in un rospo: molto più presente sul territorio del parco.

L’intervento più importante è stato invece quello riguardante la scelta cromatica, perché si distinguessero a colpo d’occhio i due elementi del disegno (entrambi verdi nel disegno originario di Paolo Turconi): la soluzione è stata quella di utilizzare il bianco per la foglia, lasciando però il verde come contorno.

Infine, è stato inserito il nome del Parco e si è dato all’intera composizione un orientamento da sinistra a destra, leggermente ascendente, per sottolineare la nascita di un nuovo progetto rivolto verso il futuro del territorio e delle persone che ci vivono, per tutte le generazioni a venire.

 

Finalità del Parco locale

Il Bosco del Rugareto persegue finalità tematiche attraverso specifici obiettivi, elencati di seguito.

Sostegno alla rete ecologica:

  • studio dei corridoi ecologici di collegamento tra le aree di pregio naturalistico all’interno del Parco e i sistemi naturali circostanti;
  • negoziazione dei progetti di nuove strade, impianti ed insediamenti con le Amministrazioni Comunali confinanti, con l’Amministrazione Provinciale e con quella Regionale, per limitare la perdita di aree di pregio naturalistico e di corridoi ecologici.

Miglioramento della qualità ambientale dei boschi:

  • studio dell’ecologia dei boschi del Parco;
  • sensibilizzazione dei proprietari dei terreni forestali abbandonati per stimolare la cura dei boschi degradati;
  • accordi con gli operatori agroforestali per il sostegno delle specie forestali caratteristiche dei boschi e per il contenimento delle specie infestanti.

Miglioramento della qualità ambientale delle aree agricole:

  • studio dell’ecologia e dell’uso agricolo delle aree campestri del Parco;
  • accordi con coltivatori ed allevatori per il mantenimento delle pratiche agricole e della qualità ecologica del Parco;
  • accordi con gli agricoltori per la gestione di terreni aperti all’accesso del pubblico;
  • accordi con gli agricoltori per la valorizzazione e recupero del sistema dei sentieri e della viabilità campestre;
  • valorizzazione delle testimonianze storiche di architettura rurale;
  • riscoperta della toponomastica storica campestre;
  • valorizzazione di edicole votive ed oratori campestri della tradizione locale.

Miglioramento della qualità ambientale dei corsi d’acqua:

  • studio e controllo della qualità dell’acqua;
  • ricostruzione dei caratteri naturali dei corsi d’acqua;
  • conservazione e valorizzazione delle “zone umide”.

Miglioramento della biodiversità:

  • studio della presenza e della relazione tra le specie di flora e fauna;
  • ricostruzione della disponibilità di alimenti e di siti idonei per la riproduzione;
  • realizzazione di sovrappassi o sottopassi in grado di favorire il superamento di barriere di percorso per alcune specie, sensibili alla presenza di ostacoli.

Organizzazione della mobilità lenta all’interno del Parco:

  • creazione di un sistema di percorsi pedonali e ciclo-pedonali, studiati per il collegamento con i punti di maggiore interesse naturalistico e storico-culturale;
  • creazione di aree attrezzate per disabili;
  • creazione di aree attrezzate per l’osservazione e lo studio tematico del patrimonio botanico e faunistico;
  • creazione di un sistema di aree attrezzate per la pratica ginnico-motoria.