Interreg - Sintab: sviluppo integrato per la natura transfrontaliera e la biodiversità
Tra le azioni di progetto comprese in un ricco WP 3 (Work Package – gruppo attività) ve ne sono alcune finalizzate a raggiungere un ambizioso Obiettivo Specifico: individuare best practice di gestione tra i due confini, creare nuove infrastrutture per la salvaguardia della natura e della biodiversità nelle aree protette, creare reti territoriali per il mantenimento dei risultati nel tempo e la loro trasferibilità, grazie all’importante finanziamento del Programma Interreg.
La realizzazione di un seminario sulla biodiversità e le neofite invasive e sul confronto di buone pratiche avvia il raggiungimento di questo Obiettivo. Si tratta infatti del primo di tre incontri formativi coordinati dal partner di progetto ANCI Lombardia pensati per creare connessioni, sviluppare idee e trasferire competenze utili per il progetto e per quelli futuri.
Presso il Comune di Cantello, il 1° ottobre 2025, si sono così riunite Amministrazioni locali, centri di ricerca, GEV, associazioni ambientaliste e tecnici ambientali per un interessante e partecipato pomeriggio formativo e informativo per difendere la natura e arginare le specie aliene che minacciano boschi, corsi d’acqua e biodiversità, nel pieno spirito del progetto SINTAB.
Sul tavolo sono stati proposti temi concreti: dal riconoscimento delle specie vegetali e animali “aliene”, alle strategie per coinvolgere i cittadini, fino alle opportunità di finanziamento e agli strumenti di gestione per i Comuni. A portare contributi significativi ospiti come Andrea Mologni dell’Ufficio Forestale del Parco Pineta, Simona Piubellini di CSD Ingegneri SA, Simona Colombo di Legambiente Lombardia, Eugenio Gervasini del Joint Research Centre, centro di ricerca della Commissione Europea , Daniela Grande dell’Ufficio Natura e biodiversità, DG Territorio e Sistemi Verdi Regione Lombardia.
Si è parlato quindi di altri Programmi europei e delle azioni che finanziano, come LIFE Gestire 2020 e LIFE NATConnect 2030, di Custodi della Biodiversità, di Antropocene e dell’importanza di aumentare la Biodiversità preservando le specie autoctone per aumentare la resilienza dei nostri habitat naturali, anche ai cambiamenti climatici. Non in ultimo, tutti gli interventi hanno toccato il tema del coinvolgimento e della formazione rivolta ai cittadini, anche attraverso le attività di Citizen Science. Si è evidenziato inoltre quanto sia importante la buona gestione delle specie neofite invasive, anche e soprattutto dopo la rimozione della vegetazione invasiva, per assicurare miglioramenti e non peggioramenti dello stato di fatto: una missione che dovrà giocoforza passare dalla formazione e informazione presso gli Uffici Tecnici degli enti locali, e delle società che gestiscono le diverse infrastrutture e la loro manutenzione, nonché della gestione dei siti di stoccaggio e smaltimento dei materiali di risulta delle opere infrastrutturali, potenzialmente contaminati.
Il pomeriggio si è infine chiuso con uno scambio di esperienze con il Comune di Lavena-Ponte Tresa e quelle transfrontaliere ticinesi: protagonisti il Comune di Stabio con l’intervento di Ilaria Palotti dell’Ufficio Ambiente e del responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Sorengo, Gastone Boisco. Due testimonianze importanti che confermano la vocazione del progetto: unire energie e buone pratiche per difendere gli habitat naturali tra Italia e Svizzera.