Il castello Visconti-Castelbarco di Cislago

Descrizione

Il castello Visconti-Castelbarco si trova nel nucleo storico di Cislago, Comune del PLIS del Bosco del Rugareto. È di certo l’architettura civile più rilevante della cittadina, attorno al quale si sviluppano le corti storiche e il parco comunale, già pertinenza del castello stesso.

Le sue forme attuali sono frutto di rimaneggiamenti che hanno trasformato una rocca medievale in una villa signorile di campagna. Il castello è privato e non visitabile internamente.

Nella piazza esterna, è notevole l’oratorio annesso alla proprietà, dedicato a Santa Maria Assunta e San Martino. Fu decorato all’inizio del Quattrocento; mentre l’attuale parco comunale, adiacente ma separato da via Cavour, in origine costituiva uno spazio in ideale prosecuzione del giardino del castello.

 

Descrizione

L’edificio sorge nel nucleo del paese, lambito dalle acque torrentizie del Bozzente, che scorrevano nello stesso solco della strada Milanese, andando a riempire anche il fossato del castello. Nei primissimi anni del Seicento, il corso a monte venne deviato, creando il Cavo Borromeo. Si tratta di un castello dell’alta pianura che, non potendo sfruttare il se non minimo vantaggio altimetrico, deve la sua posizione al controllo del collegamento con Milano.

L’aspetto attuale mostra una pianta a U e i toni severi nati dal rimaneggiamento dell’originale fortilizio in una dimora tardo-barocca, che perpetua forme neo-castellane. Le ali si caratterizzano da torri sporgenti rielaborate, sebbene con tutta probabilità già esistenti in precedenza.

Il complesso chiude un cortile interno, dove l’edificio si compone di tre tre corpi di fabbrica; la porzione opposta, visibile da via Cavour, è la facciata dai tratti castellani, contenuta dalle torri. L’elegante cancello in ferro battuto, risalente al Settencento, permette di ammirare il giardino alla francese.

Sia i Visconti che i Castelbarco, che successero ai primi, operarono progressive modifiche dell’aspetto del castello, come il riempimento dei fossati, la merlatura delle torri, la copertura ad intonaco della facciata mattoni che guarda al giardino.

L’interno del palazzo ospita pareti e soffitti affrescati, oltre che un arredamento barocco e ottocentesco.

 

Storia

Pur in ancora assenza di testimonianze documentali e archeologiche, è verosimile che, in età viscontea, una fortificazione fosse già eretta da secoli. Cislago, da fine Duecento di Uberto Visconti, feudatario di diverse località del Seprio all’indomani dell’assestamento del potere famigliare nella regione. Da lui procedette il ramo dei Visconti di Cislago, che ebbero il controllo diretto del paese per tutta la durata del Ducato. Nel novembre 1449, Francesco Sforza inviava una missiva a Francesco Visconti raccomandando la difesa del castello. Le truppe svizzere di Matthäus Schiner, vescovo di Sion, lo distrussero nel 1510, così come fecero con diversi insediamenti milanesi scendendo
sulla strada da Varese.

Cesare Visconti, in una lettera del maggio 1619, richiedendo l’investitura feudale, scriveva di possedere «anche il castello ossia Rocca di detta terra che fu già dei suoi antenati et al tempo delle antiche guerre rovinato che si vede presente». La ricostruzione, nelle attuali forme, si deve a lui, che, a partire dal 1620, ne fece la dimora familiare e effettivamente ottenne la nomina di marchese.

Con la morte dell’omonimo nipote di Cesare (†1716), per estinzione della linea maschile, il titolo marchionale passò ai Castelbarco, a tutt’oggi proprietari del castello.

Autore

Matteo Colaone