Processionaria del pino

Nome

Thaumetopoea pityocampa

Descrizione

La processionaria è una falena dall’aspetto insignificante e sbiadito, a cui nessuno presta attenzione. Depone le uova sui pini, dove i bruchi passano l’inverno, riparandosi in un nido che ricorda lo zucchero filato. In marzo però i bruchi scendono dai pini per andare ad impuparsi nel terreno.
Sono marroni, coperti da una fitta peluria, e formano lunghe file che si muovono in processione (da cui il nome), uno in fila all’altro. Non bisogna toccarli e soprattutto tenere i cani lontani, perché i peli sono urticanti. Una volta sotto terra non c’è più pericolo. In luglio-agosto sfarfallano gli adulti, che si accoppiano e danno origine ad un nuovo ciclo vitale.
La processionaria è un animale autoctono che nei boschi solitamente non è presente in grandi numeri, essendo in equilibrio con l’ambiente. Il problema si crea nei luoghi manomessi dall’uomo e più urbanizzati.

Habitat

Boschi di pino, parchi e giardini dove è presente il pino.

Alimentazione

Le larve si nutrono di aghi di pino.

Riproduzione

La femmina depone le uova in estate sul pino (con preferenze per il pino silvestre e il pino nero). I bruchi tessono un grande nido sericeo sulla cima della pianta, dove si rifugiano per tutto l'inverno. A marzo scendono al suolo e si impupano sotto terra.

Curiosità

Per contrastare la processionaria senza inquinare l'ambiente, sono disponibili metodi di lotta biologica. Il più efficace di questi prevede l'uso di trappole a feromoni, che attirano i maschi e ne permettono la cattura, ad opera degli ormoni sessuali femminili posti nella trappola. Le trappole si posizionano nei mesi di giugno e luglio, quando gli adulti cominciano a sfarfallare.

Autore

Paola Casale