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Gonfolite e Forre dell’Olona

L’area si sviluppa interamente nel territorio di Castiglione Olona ed è inserita nell’area di particolare pregio ambientale denominata Mediolona; nella sua parte settentrionale all’interno del PLIS RTO, comprende tutto il pianalto di Caronno Corbellaro, mentre nella parte sud copre tutta la valle Olona compresa nel territorio di Castiglione Olona, detta “Gola Valliva nella Forra d’Olona”.

Il territorio è valorizzato da una specifica componente ambientale: il paesaggio alla piccola scala della gola dei mulini e dei terrazzi di Caronno Corbellaro è scolpito in un banco di ghiaie cementate di antichissima origine. Questo particolare substrato geologico prende il nome di GONFOLITE e si è costituito milioni di anni fa, quando la zona era una costa marina, dove i corsi d’acqua riversavano a mare i detriti provenienti dai monti retrostanti. La formazione affiora lungo il versante orientale della valle Olona fino allo sperone roccioso della Collegiata e su quello occidentale, fino al pianalto terrazzato di Caronno Corbellaro.

All’interno del Monumento Naturale sono tutelate le emergenze storico-artistiche, paesaggistiche ed archeologiche presenti e le emergenze geologiche costituite dalla formazioni di Gonfolite (insieme di formazioni nate da depositi scaricati da un paleofiume sulla scarpata del mare e cementati tra loro da fluidi di silice); inoltre, secondo le leggi in materia forestale, sono tutelate anche le specie vegetali esistenti, con particolare attenzione alle specie autoctone da ripopolare, la rimozione dei quelle non compatibili e la conservazione di quelle compatibili.

 

Cave di Molera di Malnate e Cagno

L’area si localizza tra i Comuni di Malnate e Cagno e precisamente ai piedi del versante orientale della Valle del Lanza. La valle è molto incisa, il fondovalle ha una lunghezza variabile compresa tra i 130 e i 170 metri, il dislivello tra gli altopiani e il fondovalle è compreso tra 60 e 70 metri, i boschi e le aree umide e gli spazi delle coltivazioni sono delimitati dalla massicciata della ferrovia Mendrisio-Malnate e dall’altra dalle anse del torrente Lanza.

I boschi, i prati, le aree umide e le coltivazioni di mais caratterizzano la valle; mulini e altri piccoli edifici di origine rurale costituiscono infatti gli unici edifici del fondovalle. Il paesaggio della valle è attraversato sulla sommità dei versanti da elettrodotti. Le cinque cave osservate si situano tutte ai piedi del versante orientale della valle.
Tra i cinque siti, distanti uno dall’altro 100 – 200 metri, si collocano altre piccole cavità poco profonde, esito probabilmente di tentativi di escavazione interrotti o della progressiva ostruzione ad opera di microfrane dei versanti montuosi.
Le imboccature delle cave si trovano generalmente ad un quota di 5 – 15 metri superiore a quella della superficie dell’acqua del torrente; sono servite da un percorso più o meno tracciato e visibile a seconda dei tratti che si sviluppa lungo il versante. Ciascuna grotta ha una propria identità. Si riconoscono tuttavia degli elementi comuni che, con forme e dimensioni differenti, definiscono la specificità di ciascun sito. Tutte le cave sono dotate di un foro posto nel soffitto della camera per consentire probabilmente una presa di luce e di aria assicurando così condizioni di vivibilità dei siti durante le fasi di escavazione.
Le cave sono composte a volte da una singola camera, altre da due o tre poste in serie; le dimensioni di una singola camera cambiano a seconda del sito: la larghezza è compresa tra 10 e 20 metri, l’altezza tra 15 e 20 metri.

L’area è raggiungibile attraverso la viabilità principale (Via I maggio – strada per Cagno) dove la sosta è garantita dalla presenza di un parcheggio (su aree di proprietà del Comune di Malnate); oppure è raggiungibile attraverso un breve tratto pedonale, dal Mulino Trotto (comune di Cagno) dove è presente un parcheggio su aree comunali. L’alternativa è rappresentata dalla presenza della ferrovia della Valmorea: questo è un breve tratto di ferrovia dismessa, attualmente utilizzata come ferrovia turistica, che percorre il fondovalle da Malnate fino a Mendrisio (CH).

Successivamente all’abbandono dell’attività estrattiva nelle cave, si è creato nel corso degli anni un peculiare sistema naturalistico (vegetazione delle valli fluviali incise in abbinamento con cavità e pareti rocciose di arenaria), contraddistinto da profonde cavità, le cave, che testimoniano l’attività estrattiva praticata fino al diciannovesimo secolo, che assicurava alle fabbriche edili la materia prima con cui realizzare capitelli, mensole, frontalini, stipiti, coprimuri, ecc.
Sin dal Medioevo lombardo, la pietra molera di Malnate, un’arenaria di largo impiego per la realizzazione di mole (da cui il nome), è stata largamente presente anche nell’ edilizia rurale e nella realizzazione di ricercati e preziosi dettagli scolpiti in edifici residenziali e monumentali.