Descrizione
Località
Corso G.Matteotti, 22 – Castellanza
Tipologia
Filatura
Destinazione d’uso attuale
Università C. Cattaneo – LIUC
Descrizione
Il nucleo originario del Cotonificio è stata una filatura aperta nel 1828 a Legnano: si trattava di un’attività preindustriale sorta lungo le rive del fiume Olona.
Le prime filature meccanizzate venivano alimentate arrangiando i meccanismi idraulici che davano il movimento alle macine dei mulini da grano; la forza idraulica era continua e sufficientemente affidabile e per questo le prime fabbriche di filatura nella zona non erano altro che i mulini da grano già presenti nella valle dell’Olona, che vennero acquistati e ristrutturati ad opera dei primi pionieri tessili.
Nel 1846 Costanzo Cantoni, col consenso dell’Amministrazione Consorziale del fiume Olona, costruì uno stabilimento vicino al Mulino “della Rampa” nel quale utilizzò provvisoriamente 1 rod. del mulino da sostituire poi con una turbina Kaplan. Un paio di anni dopo venne costruita la Filatura, alla quale venne poi abbinata una piccola tessitura. Durante la Seconda Rivoluzione Industriale l’attività artigianale si trasformò in un’azienda vera e propria.
Nel 1855 la Cantoni fu la sola impresa della Lombardia a prendere parte all’Esposizione Universale di Parigi; nel 1872 cambiò denominazione in S. A. Cotonificio Cantoni, diventando così la prima impresa cotoniera italiana a trasformarsi in società per azioni e a venire quotata nella Borsa di Milano, dove rimase fino al 1998, e la famiglia Cantoni continuò ad avere un controllo assoluto sull’azienda. Beneficiata dall’istituzione di tariffe doganali in Italia, lo sviluppo della Cantoni continuò anche negli anni di crisi del settore (1891 – 1893) grazie all’esportazione.
Negli ultimi anni del 1800 furono trasportati a Castellanza i due reparti di filatura in funzione a Legnano, fu dislocata la filatura che si trovava a Castegnate (“il Molinolo”) e la filatura fu azionata da una nuova motrice a vapore. I primi anni del 1900 furono quelli della ricostruzione e della riorganizzazione: il fabbricato risalente al 1899 fu ingrandito fino ad essere raddoppiato, il primo blocco fu costruito nel 1920, seguito due anni dopo dal secondo blocco e nel 1930 fu completato lo stabilimento con l’aggiunta del terzo blocco; nel 1905 venne edificata a Legnano Villa Jucker.
Nel 1906 – 1907 la Cantoni fu una delle aziende italiane ad avere l’aumento di capitale più cospicuo: verso la fine del 1910 raggiunse quota 1500 operai e 1350 telai; anno segnato anche dalle dimissioni della famiglia Cantoni. Due anni dopo l’azienda toccò il picco produttivo.
Nel corso della Grande Guerra il Cotonificio entrò in difficoltà per il blocco delle materie prime provenienti della Germania: gli impianti furono convertiti alla produzione di forniture belliche; così avvenne anche per la Seconda Guerra Mondiale, durante il quale la fabbrica continuò a crescere.
Negli anni ’60 si verificò una decadenza, dovuta alla progressiva industrializzazione dei Paesi in via di sviluppo; per superare una crisi del 1963 il Cotonificio cambiò tipologia di produzione: da tessuti a tinta unita passarono ai tessuti stampati, per cui i manufatti non erano più comuni e di largo consumo ma prodotti di pregio.
Nel 1975 cominciò la crisi irreversibile a causa dell’aumento del prezzo delle materie prime e delle fonti energetiche, dell’aumento del costo del lavoro e della concorrenza estera. Negli anni successivi la ditta passò dalla proprietà di Montedison a quella di Inghirami; quest’ultimo acquistò la maggioranza azionaria avviando un processo di risanamento, fallito. In seguito ad una chiusura graduale degli stabilimenti, nel 2004 l’ultima fabbrica a terminare le attività fu quella legnanese.
Bibliografia
“La filatura Cantoni” a cura di Alberto Roveda
Mappatura beni materiali e immateriali Ecomuseo della Valle Olona
Questa pagina fa parte della mappatura dell’ecomuseo della Valle Olona. Uno strumento con cui gli abitanti di un determinato luogo hanno la possibilità di rappresentare il patrimonio, il paesaggio, i saperi in cui si riconoscono e che desiderano trasmettere alle nuove generazioni. Evidenzia il modo con cui la comunità locale vede, percepisce, attribuisce valore al proprio territorio, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla sua realtà attuale e a come vorrebbe che fosse in futuro.
Comune
Castellanza
Parco
Parco pineta